È un periodico sul genere dei giornali cartacei, quello nei nostri pensieri, fatta salva una precisazione. Ci saranno articoli di fondo su argomenti d’interesse comune, e notizie fresche, escluse chiacchiere inutili e pettegolezzi, che non troveranno mai spazio da noi. Saranno altri ad occuparsi di quelle cose. Le varie TV pagano fior di opinionisti per diffonderle.
Da dove è nata l’ ’idea? Dalla necessità di segnalare a tutti, dal primo all’ ultimo degli abitanti del villaggio, argomenti costruttivi e vitali per la comunità. Perché per comunità intendiamo tutti. Ognuno di noi , partendo dal più umile, valore inestimabile per l’umanità intera, dovendo sentirsi in dovere di contribuire con il pensiero, la parola e le opere a migliorare i propri rapporti nella collettività di appartenenza.
Perché poi Aspio e dintorni? Aspio anzitutto è un villaggio, degradato a frazione [frammento, divisione, pezzo, porzione]. Così infatti campeggia nel toponimo delle vie stesse, groviglio inestricabile di di territorio pressoché anonimo. E come non bastasse la frazione tutta nel comprensorio, è contesa da più circoscrizioni comunali. Si può mai immaginare il disordine in testa ai cittadini? Questa poi sarà un’altra storia.
